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Chiarimenti shared vhdx RRS feed

  • Domanda

  • Premetto che sto solo studiando e non è ne una esigenza ne ho necessità di metterlo in produzione.

    Voglio solo capire meglio. 

    Parlando di shared vhdx  (tutti gli host windows 2012 r2) il cluster è un prerequisito fondamentale?

    Il vhdx potrebbe trovarsi in una condivisione di rete a cui hanno accesso più virtual machine anche senza cluster. Non funzionerebbe lo stesso?

    Vi spiego il  mio target di utenza per i quali sto studiando a facendo dei test:

    Micro Aziende (max 2 host fisici, anzi la maggior parte saranno ad un unico host) 

    L'idea che mi sono fatto e che sto già sperimentando in laboratorio è questa:

    2 host fisici con buona potenza di calcolo ram >= 24Gb, dischi rigidi di base
    windows 2012 standard r2 il olv (o in oem poi attivando SA in olv)
    qnap serie PRO su cui appoggiare lun ISCSI 
    qnap o altro nas (magari già in possesso dei clienti) su cui appoggiare i backup 

    La necessità è quella di contenere i costi. 
    Penso che ormai sulle nuove installazioni/upgrade installazioni anche per le micro aziende sia assolutamente opporturno passare al virtuale che mi da maggior affidamento anche se devo spendere un pò di più  all'inizio.
    Prendere un qnap pro (raid 5) su cui mettere in iscsi  i dischi delle macchine virtuali mi da una buona scalabilità e mi fa risparmiare sui server fisici e sui muletti non dovendo preoccuparmi dei dischi

    Io lo so già la vostra obiezione: fai la replica e metti i vhdx sui server sulla macchina fisica.
    I costi sarebbero pur sempre più elevati a fronte di una affidabiltà inferiore (stiamo pur sempre parlando di raid 5) 
    Le performance dei vhdx su ISCSI in questa configurazione dai test che ho fatto sono, si inferiori, ma assolutamente paragonabili. Tanto che, a parte se faccio uno stress test sui dischi, l'utenza non se ne accorge nemmeno (ovvio che stiamo parlando di una utenza di programmi gestionali, documentale word excel etc.). 
    Questo significa che un qnap pro me lo tengo per più generazioni di macchine fisiche quindi alla lunga ho un bel risparmio.
    Vi dirò poi tra l'altro che durante i test sono arrivato alla conclusione di mettere sul disco ISCSI anche la definizione della VM. Replica (che in ogni caso non è perfettamente allineata partendo ogni tot tempo) e  backup a parte, in caso di disastro dell'host al 99,99% il disco vhdx su iscsi rimane coerente, lo riaggancio su un altro  host, magari su un muletto e riparto senza problemi. 
    Ovvio che ho creato una rete a parte per le comunicazioni tra gli host e il repository ISCSI 

    La realtà è che io non ho bisogno di complicarmi la vita con il cluster per un recovery realtime (live migration)
    Mi è sufficente ripartire in tempi brevi e senza perdere nulla e ad oggi mi sembra di aver trovato un buon equilibrio con la soluzione descritta.

    Comunque continuo a studiare e a fare test, quindi ogni vostra opinione per me è estremamente importante. 

    Saluti


    lunedì 11 novembre 2013 10:48

Risposte

  • Premetto che sto solo studiando e non è ne una esigenza ne ho necessità di metterlo in produzione.

    Voglio solo capire meglio. 

    Parlando di shared vhdx  (tutti gli host windows 2012 r2) il cluster è un prerequisito fondamentale?

    Il vhdx potrebbe trovarsi in una condivisione di rete a cui hanno accesso più virtual machine anche senza cluster. Non funzionerebbe lo stesso?


    da quanto leggo non è proprio possibile prescindere dal cluster

    http://searchvirtualstorage.techtarget.com/answer/How-does-the-shared-VHDX-file-feature-in-Windows-Server-2012-R2-work


    Edoardo Benussi
    Microsoft MVP - Directory Services
    edo[at]mvps[dot]org

    • Contrassegnato come risposta Anca Popa lunedì 18 novembre 2013 11:22
    lunedì 11 novembre 2013 11:38
    Moderatore
  • Ciao, non so se mi sbaglio ma credo che ci sia stato un fraintendimento sul significato di VHDX condiviso.

    La tua idea per spostare i dati dell'ambiente virtuale dagli host al NAS è sicuramente valida: puoi collegare semplicemente ogni file VHDX ad una macchina virtuale tramite iSCSI o da una condivisione senza avere un cluster (come poteva essere fatto anche con i VHD), ma questa è una cosa diversa rispetto ad un VHDX condiviso.

    Hai uno spostamento dei dati dall'host, ma non una protezione della disponibilità delle macchine virtuali in quanto le operazioni di connessione/disconnessione dei VHDX andranno eseguite manualmente in caso di problemi.

    Un vero VHDX condiviso (più macchine virtuali utilizzano lo stesso VHDX) invece è una cosa differente: serve per creare un cluster lato guest senza esporre i CSV, ma questo richiede anche un cluster di failover classico per gestire il boot delle macchine virtuali. Infatti un file VHDX condiviso non può contenere un sistema operativo come descritto anche nella guida ufficiale: "You can use shared .vhdx files for data disks and for the disk witness. Do not use a shared .vhdx file for the operating system disk."  http://technet.microsoft.com/en-us/library/dn265980.aspx

    Qui è presente uno schema riassuntivo del funzionamento:  http://technet.microsoft.com/en-us/library/dn281956.aspx

    Quindi non credo che tu ti stia riferendo ai VHDX condivisi veri e propri, ma piuttosto ad un collegamento di file VHDX posizionati in remoto, che non necessitano di cluster se non è richiesta un'alta disponibilità. In ogni caso qui trovi delle informazioni sull'implementazione da percorsi UNC:  http://www.agileit.com/news/using-a-unc-network-share-to-store-hyper-v-virtual-disk-vhd/ ).

    lunedì 11 novembre 2013 17:42
    Moderatore

Tutte le risposte

  • Premetto che sto solo studiando e non è ne una esigenza ne ho necessità di metterlo in produzione.

    Voglio solo capire meglio. 

    Parlando di shared vhdx  (tutti gli host windows 2012 r2) il cluster è un prerequisito fondamentale?

    Il vhdx potrebbe trovarsi in una condivisione di rete a cui hanno accesso più virtual machine anche senza cluster. Non funzionerebbe lo stesso?


    da quanto leggo non è proprio possibile prescindere dal cluster

    http://searchvirtualstorage.techtarget.com/answer/How-does-the-shared-VHDX-file-feature-in-Windows-Server-2012-R2-work


    Edoardo Benussi
    Microsoft MVP - Directory Services
    edo[at]mvps[dot]org

    • Contrassegnato come risposta Anca Popa lunedì 18 novembre 2013 11:22
    lunedì 11 novembre 2013 11:38
    Moderatore
  • Grazie Edoardo, sempre puntuale nella risposta.

    Cosa ne pensi della infrastruttura che sto testando? L'approccio  è corretto o faresti diversamente?

     
    lunedì 11 novembre 2013 13:40
  • Ciao, non so se mi sbaglio ma credo che ci sia stato un fraintendimento sul significato di VHDX condiviso.

    La tua idea per spostare i dati dell'ambiente virtuale dagli host al NAS è sicuramente valida: puoi collegare semplicemente ogni file VHDX ad una macchina virtuale tramite iSCSI o da una condivisione senza avere un cluster (come poteva essere fatto anche con i VHD), ma questa è una cosa diversa rispetto ad un VHDX condiviso.

    Hai uno spostamento dei dati dall'host, ma non una protezione della disponibilità delle macchine virtuali in quanto le operazioni di connessione/disconnessione dei VHDX andranno eseguite manualmente in caso di problemi.

    Un vero VHDX condiviso (più macchine virtuali utilizzano lo stesso VHDX) invece è una cosa differente: serve per creare un cluster lato guest senza esporre i CSV, ma questo richiede anche un cluster di failover classico per gestire il boot delle macchine virtuali. Infatti un file VHDX condiviso non può contenere un sistema operativo come descritto anche nella guida ufficiale: "You can use shared .vhdx files for data disks and for the disk witness. Do not use a shared .vhdx file for the operating system disk."  http://technet.microsoft.com/en-us/library/dn265980.aspx

    Qui è presente uno schema riassuntivo del funzionamento:  http://technet.microsoft.com/en-us/library/dn281956.aspx

    Quindi non credo che tu ti stia riferendo ai VHDX condivisi veri e propri, ma piuttosto ad un collegamento di file VHDX posizionati in remoto, che non necessitano di cluster se non è richiesta un'alta disponibilità. In ogni caso qui trovi delle informazioni sull'implementazione da percorsi UNC:  http://www.agileit.com/news/using-a-unc-network-share-to-store-hyper-v-virtual-disk-vhd/ ).

    lunedì 11 novembre 2013 17:42
    Moderatore
  • Grazie Fabrizio.

    Come avevo premesso, non stavo pensando ad un ambiente di produzione. Man mano che leggo la documentazione  mi vengono in mente delle cose.

    Ovvio che non pensavo di farci il boot, anche perchè la condivisione di un vhdx si può fare solo tramite interfaccia scsi virtuale che di suo non permette il boot 

    Leggendo questa possibilità stavo immaginando un disco (non quello di boot) condiviso tra più macchine virtuali. Lo scenario in cui sia necessario una cosa del genere sinceramente ora mi è un pò vago.  

    Comunque, assodato che non ci faccio il boot, se il vhdx risiede in una condivisione di rete (purchè la condivisione supporti SMB 3) non vedo perchè non debba funzionare.

    In ogni caso è solo una questione didattica, non mi serve, cerco solo di capire più cose possibili. 

    Nelle microaziende mettere su un cluster è una follia secondo me. In passato un down di un server erano ore e ore di down dell'azienda. Oggi, con la soluzione che sto testando, non avrò di certo l'alta disponibilità, ma nel giro di una - due ore la faccio ripartire. Se non devo fare il restore, ma solo riagganciare il disco ISCSI su un altro host lo riesco a fare pure in remoto. Nella realtà delle microaziende (max 10-15 client, in media 5) è oro.... mi stendono il tappeto rosso :-) almeno per quella che è realtà a cui io mi rivolgo. 

    L'unica cosa sono i dubbi che mi si affollano nella mente nel decentrare i vhdx su un nas esterno e non direttamente sull'host. Ma come mi sembra che mi confermi anche tu, ed anche dalle prove fin'ora effettuate, ci perdo poco in prestazioni e ci guadagno in economicità e disaster recovery senza elevare troppo i prezzi. 

    Grazie a tutti e scusate se continuerò a rompere. L'argomento mi affascina ed a parte le implementazioni reali che poi andrò a fare penso che continuerò a studiare e fare test e inevitabilmente a rompere qui sul forum :-) 

    lunedì 11 novembre 2013 18:29
  • Si, avevo anche ipotizzato che volevi eseguire il boot da VHDX condivisi in quanto non capivo come volevi sfruttarli per decentralizzare le macchine virtuali dagli host. Quindi diciamo che avevi pensato ad una soluzione "ibrida": connessione degli hard disk di boot delle macchine virtuali da condivisione e utilizzo di file VHDX condivisi per l'archiviazione aggiuntiva di dati. In realtà nel mio post precedente ero stato un po' vago: secondo me implementare un VHDX condiviso senza cluster è una forzatura per il suo scopo originario ed è di dubbia utilità in assenza di uno scale-out file server o di un cluster di failover di Hyper-V al livello superiore.  In pratica non saprei se può essere utile sfruttarli in modo diverso da un cluster lato guest.


    martedì 12 novembre 2013 00:26
    Moderatore
  • Ciao,

    In attesa delle tue notizie, ho evidenziato i consigli qui sopra.

    Facci sapere com'e' andata, magari butta giù un buon consiglio dalla tua esperienza per gli altri utenti che sono qui con il tuo stesso scenario ;-)

    Saluti,


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    lunedì 18 novembre 2013 11:23